Verso Villefort attraverso le gole del Borne
Distanza: 30,11 km. Altitudine massima: 1 050 m. Altitudine minima: 318 m. Dislivello positivo: 1 029 m.
Mappe IGN: La Bastide-Puylaurent (2738E). Mont Lozère Florac PN des Cévennes (2739OT). Largentière la Bastide-Puylaurent Vivarais Cévenol (2838OT). Bessèges Les Vans Vallée du Chassezac (2839OT)[cite: 9].
Da L'Etoile, dirigersi verso il centro del villaggio e prendere di fronte la direzione per Villefort fino alla rotonda di Pradillou; svoltare a destra e poi la seconda a sinistra sulla D151 per 20 km fino a Pied-de-Borne passando per Alzons, Chalbos, Les Baumes e Pantostier. Attraversare il ponte sul Chassezac e seguire la D51 per 7,8 km fino all'ingresso di Villefort. Imboccare la strada che sale a destra verso la stazione. Ritorno in treno (Orari dei treni)[cite: 9].
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Situata nel massiccio del Mont Lozère, la valle del Borne si distingue per le sue gole profonde, scavate dall'omonimo fiume[cite: 9]. Il contrasto tra le imponenti falesie granitiche e la vegetazione rigogliosa è davvero sorprendente[cite: 9]. Il livello del fiume varia tra i 550 m e i 305 m di altitudine, mentre quello dell'altopiano si eleva a circa 1 000 m[cite: 9]. Questo massiccio granitico vanta una storia particolare: è stato separato dal Mont Lozère dalla faglia di Villefort, un importante evento geologico risalente a 305 milioni di anni fa[cite: 9]. Questa faglia, orientata da nord a sud, ha dato origine a un paesaggio unico, caratterizzato da rilievi accidentati e spettacolari formazioni rocciose[cite: 9].
La valle dell'Altier è rinomata per i suoi paesaggi grandiosi, le foreste di conifere e le sue acque cristalline[cite: 9]. L'Altier, un fiume dall'anima selvaggia, nasce ai piedi della cima del Finiels (il punto più alto della Lozère) e serpeggia attraverso gole strette e valli verdeggianti[cite: 9]. La valle ospita una biodiversità straordinaria, con una fauna molto variegata che include trote fario, caprioli, cinghiali e rapaci come il nibbio reale[cite: 9]. La flora è altrettanto ricca, con numerose specie vegetali perfettamente adattate a questo ecosistema montano[cite: 9].
Situata sull'antica Via Regordane, feudo dei Châteauneuf de Randon e in seguito dei baroni del Tournel, Villefort è stata un importante e strategico luogo di passaggio, aspramente conteso durante le guerre di religione[cite: 9]. Di volta in volta protestante, cattolica, taglieggiata dagli uni e dagli altri, si trova a due passi dal Mont Lozère, il bastione dei Camisardi più a nord[cite: 9]. L'architettura degli antichi edifici di Villefort è un classico esempio dello stile dei "villaggi-strada"[cite: 9]. Eccone alcune particolarità: le case con doppi portici a volta ospitavano un tempo locande o botteghe di mercanti e artigiani, dove un portico serviva per immagazzinare le merci e l'altro per esporle[cite: 9]. Gli architravi scolpiti che sormontano gli ingressi di alcune case in Rue de l'Église o Rue de la Bourgade testimoniano le antiche professioni dei loro abitanti, mentre raffinate finestre a crociera o a traversa, tipiche dell'epoca rinascimentale, adornano le facciate[cite: 9].
Nel cuore della Lozère, incastonato tra le verdi pieghe di Pourcharesses, sorge il castello di Castanet, un gioiello architettonico del XVI secolo[cite: 9]. La sua storia è intimamente intessuta nella trama della campagna francese, lì dove i castagni regnano sovrani e sembrano sussurrare i segreti di un tempo lontano[cite: 9]. Arroccato su un promontorio, il castello sorveglia i dintorni di Villefort, un cantone che un tempo sfuggiva al controllo del Gévaudan per porsi sotto la benevola protezione del vescovado di Uzès[cite: 9]. I signori di Castanet, le cui terre si estendevano fino a La Garde-Guérin, prestavano giuramento al vescovo di Mende, loro suzerain[cite: 9]. La terra di Castanet, il cui nome deriva dall'occitano châtaignier (castagno), era una tappa fondamentale per i pellegrini del Massiccio Centrale in cammino sulla via Regordane verso l'abbazia di Saint-Gilles, rappresentando inoltre un importante anello di congiunzione tra Mende e Villefort, attraverso la storica via Soteirana che serpeggiava tra le valli del Lot e dell'Altier[cite: 9].