Paesaggi a contrasto tra Lozère e Ardèche
La Bastide-Puylaurent è un villaggio unico per piccole, medie e grandi escursioni. A soli 300 m dalla Casa degli ospiti L'Étoile, sarete già immersi nella natura su sentieri che possono condurvi fino all'altra estremità della Francia o su un circuito di pochi chilometri. I paesaggi che circondano il villaggio variano notevolmente tra l'Ardèche, la Lozère, l'Alta Loira e il Parco Nazionale delle Cévennes.
A nord, verso gli altopiani dell'Alta Loira, il paesaggio è più rurale: piccole fattorie, coltivazioni di lenticchie verdi di Le Puy-en-Velay, allevamenti, montagna del Mézenc, antichi vulcani, laghi, sorgenti della Loira e gole dell'Allier...
A sud, verso le Cévennes e il Mont Lozère, la natura è più autentica, la mano dell'uomo è meno presente: tipici casali in granito con tetti in lose (pietre piatte), miele, coltivazioni a terrazza, piccoli borghi persi nella natura, storia di Francia sulle guerre di religione tra protestanti e cattolici come a Florac, Le Pont-de-Montvert, Génolhac...
A est, verso l'Ardèche, la natura vi sorprende con il suo lato selvaggio: paesaggi magnifici, fiumi paradisiaci per la balneazione, piccoli sentieri che attraversano i castagneti, antichi e pittoreschi borghi come Montselgues, Loubaresse o Thines, le gole della Borne e del Chassezac, le cime della montagna dell'Ardèche, del massiccio del Tanargue... Cure termali a Saint-Laurent-les-Bains, mercato tipico a Les Vans il sabato mattina e l'abbazia di Notre-Dame-des-Neiges a 3 km da La Bastide-Puylaurent...
A ovest verso la Lozère, paesaggi meno scoscesi ma a quota più elevata, piccole valli ideali per la pesca alla trota come l'Allier, il Lot, il Chassezac o l'Altier. Sentieri più ampi e dislivelli più dolci per escursioni meno sportive rispetto al lato dell'Ardèche. Numerose piccole e medie escursioni grazie al trenino che collega La Bastide-Puylaurent a Mende.
Il Gévaudan, terra di storia e di grandi passaggi
Situata sul gradino superiore di un vasto anfiteatro che domina il Mediterraneo, la Lozère è baciata dai caldi raggi del sole d'Occitania. Qui, l'escursionista prova l'emozione intensa e serena di avvicinarsi al cielo sfiorando le cime arrotondate del Mont Lozère, della Margeride, del Gévaudan, dell'Aubrac o delle Cévennes. Lì si ritrova la dolcezza e le acque sorgive delle Gole del Tarn e della Jonte in uno dei più bei siti europei che la natura abbia plasmato. La Lozère, infatti, è ricca per la diversità delle sue regioni naturali e dei suoi paesaggi scolpiti dalla geologia.
Con il calcare dei grandi Causses del Sauveterre e del Méjean, gli uomini hanno costruito fattorie dalle proporzioni e dalle volte eccezionali. Con il basalto vulcanico dell'Aubrac, hanno edificato i burons per dare riparo ai pastori e per mungere gli animali quando soffia la burle. Le testimonianze dei nostri antenati costruttori sono ovunque su questa terra: dai resti gallo-romani oggi valorizzati alla cattedrale gotica di Mende, dalle chiese romaniche della Margeride ai templi delle Cévennes, dai semplici forni a legna alle croci dei nostri villaggi, l'impronta dell'uomo segna costantemente l'evoluzione di questo paese.
La Lozère, e ancor più la sua provincia d'origine, il Gévaudan, non solo non è mai stata isolata fino alla metà del XIX secolo, ma può essere considerata come una zona particolarmente importante di grandi passaggi, confluenze e vie di comunicazione dove re, venditori ambulanti, monaci, cavalieri e mercanti, greggi e carri si incrociavano intensamente. I motivi di tale circolazione erano vari e intricati: religiosi, economici, militari, pastorali; soprattutto era una zona di contatto essenziale e privilegiata tra una civiltà mediterranea (che fosse greca, romana o araba) e un mondo nordico, i misteriosi paesi dello stagno e delle oscure foreste, governati dai popoli celto-germanici.
Tra le innumerevoli strade, sentieri o drailles che attraversano ancora la nostra provincia, una ci è forse particolarmente vicina: è la Voie Régordane, sentiero che collegava Nîmes a Le Puy-en-Velay e al paese arverno; il Mediterraneo al mondo barbaro della Gallia, o perfino verso le strane contrade della Bretagna e dell'Irlanda.