Da L'Etoile, dirigersi verso il centro del villaggio, quindi prendere di fronte la direzione per Villefort. Continuare fino alla rotonda di Pradillou, svoltare a destra e subito a sinistra sulla D573 in direzione di Les Fagoux. Poco prima di Les Fagoux, svoltare a sinistra verso Saint Laurent-les-Bains passando per Les Anninacs, Sallèles e Tressols. Seguire la D4 per 4 km superando il ponte di Ceytrou. Abbandonare la D4 in salita in corrispondenza di un tornante e prendere la stradina a destra fino a Hubac, ricongiungendosi poi alla D573 fino a Nicoulaud. Biviare a sinistra e immettersi sulla D151 poco prima di Alzons. Salire lungo la D151 fino a Pradillou e tornare a La Bastide.




Distanza: 35,2 km. Altitudine massima: 1051 m. Altitudine minima: 624 m. Dislivello positivo: 789 m.
Mappe topografiche IGN: Largentière la Bastide-Puylaurent Vivarais Cévenol (2838OT).
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In questa provincia, l'Haut-Vivarais e il Bas-Vivarais si dividono il territorio: il primo si erge a nord, il secondo si estende a sud. I monti del Vivarais si ergono come sentinelle di pietra sul confine orientale del Massiccio Centrale. La torre di Saint Laurent les Bains, fiera sentinella di pietra, svetta su uno sperone roccioso che domina il villaggio. Eretta nel IX secolo, ha attraversato le epoche, e i suoi sei piani sono stati preservati dagli abitanti come un vero e proprio santuario. Arroccato sulle alture della valle del Borne, il paese è incoronato dalla maestosità granitica dei Trois-Seigneurs, i cui fianchi scendono ripidi fino ai tetti, sovrastandoli di oltre cento metri e vegliando sulle anime sottostanti. La fama della stazione termale di Saint-Laurent-les-Bains risale all'epoca romana, con le sue acque a 53° celebri per le loro virtù terapeutiche. La Sorgente di Saint-Laurent, nata dalle viscere vulcaniche della terra, è apprezzata fin dal Medioevo per i suoi benefici. I trattamenti, come i bagni di fango in assenza di gravità, le docce in piscina termale, i cataplasmi e le sedute di vaporarium, vengono dispensati nell'intimità di tre stabilimenti termali, dove le acque scorrono attraverso canali sotterranei per offrire guarigione e sollievo ai numerosi visitatori annuali.
Un tempo vi erano, a dominare le alte montagne di queste fredde regioni, quattro torri: quelle di Loubaresse, di Borne, di Saint-Laurent-les-Bains e di Luc, sulla cui sommità, nelle notti buie, brillavano i fuochi di un immenso braciere. Questi luminosi fari illuminavano la contrada da lontano e fungevano da segnali durante le guerre feudali tra signori, tanto disastrose quanto frequenti. Di queste quattro torri, una è già scomparsa. Situata a 1242 metri sopra il livello del mare, sulla bocca spenta e colmata di uno dei vulcani più antichi del Vivarais, questa torre, che da lontano creava un effetto così pittoresco e suggestivo nel paesaggio, era stata risparmiata dal tempo. Tuttavia, meno di cinque anni fa, un uomo poco amante delle antiche rovine l'ha fatta abbattere e radere al suolo per impiegarne i materiali nella ricostruzione della chiesa parrocchiale di Loubaresse. Da Les Chambons a Loubaresse, un villaggio abitato esclusivamente da mulattieri — montanari robusti e audaci che possiedono il coraggio e l'abilità, seppur non la grazia e l'eleganza leziosa, dei mulattieri andalusi; e da Loubaresse a Chat-del-Bos, dove passa la strada che conduce a Saint-Laurent-les-Bains, distante ormai solo una lega, ogni sentiero ben tracciato svanisce. Davanti a sé non restano che prati e campi, attraverso i quali uomini e bestie procedono all'avventura.











