Tra la foresta di Mercoire e la valle dell'Allier via Langogne
Distanza: 77 km. Altitudine massima: 1365 m. Altitudine minima: 902 m. Dislivello positivo: 1215 m.
Mappe IGN: 2838OT - Largentière, La Bastide-Puylaurent, Vivarais Cévenol. 2738SB - Le Bleymard, La Bastide-Puylaurent. 2737SB - Langogne, Grandrieu.
Prendere la D6 costeggiando l'Allier e passando per Masméjean, il castello di Chabaleyret, Chabalier, Chasseradès, Mirandol e Chazeaux[cite: 8]. Svoltare a destra sulla D71 fino a Saint-Flour-de-Mercoire, attraversando la foresta di Mercoire e passando per l'abbazia di Mercoire, Cheylard-l'Évêque, Laubarnès, les Huttes e l'Herm[cite: 8]. A Saint-Flour, girare a destra verso il cimitero e l'antico Moulin de Saint-Flour, seguire questa stradina fino alla statua di Sainte Germaine e alla tenuta dei Choisinets[cite: 8]. Successivamente, svoltare a sinistra verso Langogne, poi immettersi sulla D326, quindi sulla D392 per raggiungere Le Plagnal via l'Hermet-Chabalier e Saint-Alban-en-Montagne[cite: 8]. Girare a destra sulla D29 in direzione di Chaze-Neuve e Cellier-du-Luc, poi seguire la D192 fino a Luc[cite: 8]. Prendere a sinistra la D906 per 1,7 km prima di svoltare nuovamente a sinistra sulla D76[cite: 8]. Attraversare il ponte di Pranlac, quindi continuare sulla D154 fino a Rogleton passando per Laveyrune[cite: 8]. Infine, svoltare a sinistra sulla D906 fino a La Bastide-Puylaurent[cite: 8].
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L'abbazia di Mercoire, fondata nel XII secolo grazie a una donazione di Guillaume de Randon, barone di Randon, vide le proprie proprietà e la propria influenza crescere rapidamente[cite: 8]. Legata inizialmente all'abbazia di Mazan, sviluppò intense attività agricole e beneficiò di numerose donazioni, in particolare da parte della famiglia Randon, arrivando a ospitare fino a 50 monache e 15 giovani nobili in formazione[cite: 8]. Nel corso dei secoli, l'abbazia subì progressivi declini: nel XV secolo il numero delle monache diminuì, e nel XVI secolo le guerre di Religione ne causarono la distruzione per mano del capitano ugonotto Matthieu Merle[cite: 8]. Sebbene in parte ricostruita nel XVII secolo, l'abbazia andò incontro a un lento degrado, culminato in un incendio nel 1773 che la devastò quasi interamente[cite: 8]. Con la Rivoluzione francese, le ultime monache furono espropriate e l'abbazia fu venduta come bene nazionale nel 1793, nonostante il tentativo del deputato Alexandre-Paul de Randon di preservarla[cite: 8]. Trasformata in fattoria nel 1875, è oggi di proprietà della famiglia Malzieu dal 1923[cite: 8].
La tenuta dei Choisinets, menzionata tra i possedimenti dei signori di Randon fin dal XII secolo, è segnata da una storia turbolenta[cite: 8]. Nel 1286 fu riconosciuta come proprietà di Guillaume de Randon, poi, nel XIV secolo, Borbal de Chausines respinse un attacco inglese, a testimonianza dell'importanza strategica del sito durante la guerra dei Cent'Anni[cite: 8]. A partire dal 1500, la stirpe di Bordal si integrò nella tenuta dei Choisinets e la famiglia de la Tour, attraverso varie eredità e compravendite, vi lasciò la propria impronta edificando in particolare una torre nel 1650[cite: 8]. Nel XVIII secolo, la Rivoluzione sconvolse la tenuta, che venne smembrata e in parte ceduta agli abitanti[cite: 8]. Nel 1840, la proprietà passò ad Antoine Bonnefille, un agricoltore senza figli, che la donò successivamente all'abate Favier per fondarvi un orfanotrofio[cite: 8]. Quest'ultimo fu sviluppato dai Fratelli delle Scuole Cristiane, che ampliarono la tenuta e costruirono una chiesa tra il 1863 e il 1867[cite: 8]. Tuttavia, nel 1908, le leggi anticongregazioniste imposero la chiusura dell'orfanotrofio e la proprietà fu in seguito affittata e gestita da diversi amministratori[cite: 8]. La tenuta subì due gravi incendi: uno nel 1904, che danneggiò le stalle e i fienili, e un altro nel 1926, che distrusse quasi tutti gli edifici ad eccezione della fattoria[cite: 8]. Il tetto della chiesa fu ricostruito grazie a una colletta pubblica[cite: 8]. Successivamente, la proprietà fu venduta e passò di mano più volte, fino a quando l'Associazione Le Choisinaît ne è diventata proprietaria nel 2003, garantendo così la salvaguardia di questo patrimonio ricco di storia[cite: 8].
Fondata nel 998, Langogne possiede un patrimonio architettonico notevole[cite: 8]. La chiesa romana di Saint-Pierre, costruita nell'XI secolo e modificata nel XV e XVII secolo, è una testimonianza fondamentale della sua storia[cite: 8]. Il suo stile romanico borgognone e i suoi capitelli istoriati la rendono un monumento storico imperdibile[cite: 8]. La città conserva anche un mercato del grano (halle aux grains) del XVIII secolo, luogo di scambi commerciali regionali iscritto ai Monumenti Storici[cite: 8]. Langogne è stata inoltre segnata dalle Guerre di Religione, in particolare dal passaggio devastante dell'esercito ugonotto di Mathieu Merle nel 1568, e ha conosciuto successive ricostruzioni in stile gotico fiammeggiante[cite: 8]. L'architettura medievale è onnipresente, con case a sporto (encorbellement), finestre a bifora e torri fortificate[cite: 8]. La cittadina, un tempo importante crocevia commerciale, è oggi rinomata per i suoi musei e siti storici, come la Filatura delle Calquières, simbolo del suo passato legato alla lavorazione della lana[cite: 8]. Grazie alla sua cornice naturale tra foreste, colline e fiumi, Langogne è una destinazione ideale per gli amanti della storia, del patrimonio e della natura[cite: 8].
Il castello di Luc, arroccato su uno sperone roccioso che domina la valle dell'Allier, è un'impressionante testimonianza della storia feudale del Gévaudan, l'odierno dipartimento della Lozère[cite: 8]. Costruito tra il VI e il X secolo a segnare il confine tra il Vivarais e il Gévaudan, questo castello medievale godeva di una posizione strategica sulla via Regordane, un importante asse di passaggio per pellegrini, crociati e mercanti[cite: 8]. La sua struttura imponente, dotata di mastio, cappella e mura fortificate, lo rendeva quasi inespugnabile[cite: 8]. Nel corso dei secoli, il castello fu teatro di numerosi eventi storici[cite: 8]. Svolse un ruolo difensivo cruciale durante la guerra dei Cent'Anni nel 1380, quando una banda di mercenari fu respinta con l'aiuto dei cavalieri locali[cite: 8]. Durante le guerre di Religione del XVI secolo, il castello rimase fedele al re e fu protetto da una guarnigione reale[cite: 8]. Tuttavia, nel 1630, il cardinale di Richelieu ne ordinò la demolizione per indebolire i nobili ribelli della Fronda[cite: 8]. Il castello cadde così in rovina[cite: 8]. Nel XIX secolo, il mastio fu trasformato in cappella e vi fu installata una statua della Vergine Maria, restituendo al luogo una funzione religiosa e simbolica[cite: 8]. Nel 1986, il castello è stato iscritto tra i monumenti storici e l'associazione degli Amici del castello di Luc si è impegnata nel suo restauro[cite: 8]. Oggi, le rovine del castello di Luc continuano a testimoniare la ricchezza storica e la complessità delle epoche che ha attraversato, dal periodo feudale alla Rivoluzione, passando per le guerre di Religione e la distruzione voluta da Richelieu[cite: 8].