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Le vie storiche di Gabale

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Antiche vie di comunicazione di Langogne Antiche vie di comunicazione di Langogne 1

Importanti vie di comunicazione attraversavano la regione del Gabale, tra le quali vale la pena menzionare le più notevoli. La più celebre è la Régordane (GR®700), principale via del pagus Cabalicus, che stabiliva collegamenti con l'Oriente attraverso le province meridionali della Gallia, in particolare la Provenza e la Narbonese, e dall'altro lato con le province centrali dell'Arvernia e del Velay. Questa grande arteria non fu estranea alla formazione e allo sviluppo di Langogne. La sua esistenza è antecedente all'invasione romana, la quale avrebbe poi migliorato la strada costruendo ponti sui corsi d'acqua, pavimentazioni con grandi lastre di pietra, pietre miliari per segnare le distanze e stele dedicate al dio Termine per fissare i confini.

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La Régordane aveva origine al porto di Saint-Gilles, su un braccio del Rodano, allora molto frequentato da barche, galee e imbarcazioni di ogni tipo: focesi, romane o levantine, provenienti da Cartagine, Roma, Atene, dal Bosforo, dalla Palestina o dall'Egitto. Passava per Nîmes, seguiva il Gardon e, via Alès, arrivava a Portes; scalava poi l'Espinouse e il colle di Ventalon, aggirava il monte Lozère, giungeva a Vielvic e successivamente a l'Estrade vicino a Villefort. Da lì, si orientava verso Bayard, La Garde-Guérin, Le Thort e la foresta di Mercoire, scivolando attraverso Les Choisinets e Le Mas-Richard verso Langogne. Attraversava a guado il Langouyrou, attraversava la città, saliva al Cheylaret, tagliava per il fianco del monte Milan per raggiungere Fontanes e dirigersi verso l'oppidum di Condres. Oltrepassato l'Allier e proseguendo sulla riva sinistra del fiume, seguiva la linea delle creste che dominava la valle di Monistrol-d'Allier, puntando in direzione di Brioude, porta dell'Arvernia.

Attraversando il Gévaudan, la Régordane serviva diversi punti di rilievo: Vielvic (vetus vicus), crocevia delle terre della Linguadoca, degli Elvi e dei Gabali; Bayard, punto di attraversamento dell'Altier, inizialmente a guado e in seguito su un ponte romano; La Garde-Guérin, nido d'aquila e roccaforte di banditi sottomessi dal vescovo Aldebert du Tournel intorno all'anno 1150, divenuta in seguito tranquilla residenza dei "pariers", guide e protettori dei viaggiatori in cambio di un pedaggio. La si ritrova verso Mercoire e l'abbazia delle monache cistercensi, che costituiva un punto di sosta per pellegrini e viaggiatori; e poi a Langogne, città benedettina che possedeva un ponte romano e numerose diramazioni. Il monte Milan e Condres formavano infine gli ultimi oppida di protezione della terra gabala. Verso quest'ultimo punto incontrava la via Bollena, divenuta probabilmente in seguito la via Agrippa, per poi attraversare il fiume su un ponte romano e lanciarsi verso Brivate (Brioude).

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L'appellativo originario di Régordane sembra derivare da rec o reg (fiume) e ourdan (cammino), che uniti danno reg-ourdan. Il suo tracciato, infatti, segue numerosi fiumi e torrenti: Gardon, Altier, Langouyrou, Chapeauroux e Allier. Alcuni autori hanno sostenuto, probabilmente a torto, che il nome Régordane derivasse da quello dell'imperatore Gordiano. Nessuna analogia seria giustifica una tale denominazione. Un'altra ipotesi, più pittoresca, lo fa derivare dall'occitano regard, nome dato a un agnello nato fuori stagione. Questi animali, venuti al mondo dopo il periodo di pascolo estivo e incapaci di brucare la dura erba di fine estate, dovevano riprendere precocemente la strada verso l'ovile, formando così la parola «Regord-ane». Per essere completi, va ricordato che i mulattieri che frequentavano questo cami si chiamavano «Regordans» o «Regordians». Su questa via transitarono personaggi illustri: Giulio Cesare, per andare dalla Narbonese verso l'Arvernia o Aps; verso il 1162, papa Alessandro III in viaggio da Maguelone a Parigi; nonché tre re di Francia: San Luigi nel 1254, di ritorno da Aigues-Mortes, Filippo III l'Ardito nel 1283 e Filippo IV il Bello nel 1285. Più tardi, il conestabile Du Guesclin la percorse per raggiungere Châteauneuf-de-Randon.

Cammino di mercanti e mulattieri
I «Regordans» trasportavano tessuti, vino, sale e altre merci dalla Linguadoca fino a Le Puy-en-Velay lungo questa via millenaria di transumanza e scambi. Il cammino era fiancheggiato da dolmen, iscrizioni rupestri e messaggi il cui significato rimane ancora oggi molto misterioso.

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Un cammino sacro per i pellegrini
I pellegrini si recavano verso la tomba di San Gilio o verso la Vergine Nera di Le Puy seguendo la Régordane. Questa via era collegata ai cammini di Santiago di Compostela attraverso la via Podiensis (GR®65) a Le Puy-en-Velay e la via Tolosana (GR®653) a Saint-Gilles. Costellata di siti sacri, era anche punteggiata da una rete di ospedali e lebbrosari; Pradelles ne conserva uno degli ultimi quattro resti ancora in piedi in Europa. Grandi figure spirituali, come papa Urbano V, Adhémar de Monteil (vescovo di Le Puy e legato pontificio) e Raimondo di Saint-Gilles, hanno percorso questa via sacra.

Una via epica e storica
Il cammino di Régordane fu percorso da Giulio Cesare durante la sua traversata delle Cévennes, e fu teatro delle gesta di Guglielmo d'Orange, che liberò Nîmes dall'occupazione saracena, un'epopea raccontata nel Charroi de Nîmes, una delle più antiche chansons de geste. Vera e propria arteria dei grandi movimenti della storia medievale, questo itinerario ispirerà in seguito celebri creatori e scrittori come Alphonse Daudet, Sergej Prokof'ev e Jouany du Désert.

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Un cammino di racconti e libertà
La Régordane ha visto le successive contestazioni alla Chiesa romana: l'arianesimo, il catarismo e il protestantesimo. È stata testimone privilegiata delle lotte per la libertà di coscienza e i diritti umani, incarnate da personalità come Rabaut Saint-Étienne (celebre pastore di Nîmes) o il marchese de La Fayette. Senza dimenticare la rivolta dei Camisardi, le macchie della Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale e le accanite lotte dei minatori delle Cévennes per la conquista dei loro diritti sociali.

La seconda grande arteria della regione da menzionare è la via Agrippa, che prende il nome dal generale romano Marco Vipsanio Agrippa (o dal console Menenio Agrippa). Essa collegava Saint-Paulien (Ruessium), capitale dei Vellavi, a Javols (Anderitum), capitale gabala, e si estendeva nel territorio dei Ruteni. Detta anche via Agrippensis, designa la vasta rete di vie romane istituita in Gallia nel I secolo a.C. Agrippa, a cui Ottaviano aveva affidato la riorganizzazione delle Gallie, concepì questa eccezionale rete per facilitare gli spostamenti delle legioni e il commercio.

La via Agrippa si irradiava a partire dal nuovo insediamento strategico dell'Impero: Lugdunum (l'attuale Lione). Si articolava attorno a quattro grandi assi stradali: una via verso l'Atlantico, da Lugdunum a Saintes; una via verso la Manica e il Mare del Nord, passando per Chalon-sur-Saône, Châlons-en-Champagne, Reims, Beauvais e Amiens; una via verso il Reno, attraverso Langres e Treviri; e infine una via verso sud, che scendeva verso Arles e Marsiglia.

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Gli specialisti divergono sulla datazione precisa della costruzione di queste strade, ma tutti concordano nel collocare la loro fondazione sotto l'egida di Agrippa e Ottaviano Augusto. Le stime variano tra il 39/38, il 22/21, o dal 16 al 13 a.C. Numerosi resti della via Agrippa sopravvivono in diverse regioni, in particolare nel Valentinois. Inoltre, il suo tracciato nella valle del Rodano era molto simile a quello dell'attuale Strada Nazionale 7 francese. Attraversando il Massiccio Centrale, la via Agrippa ha lasciato un'impronta indelebile sul paesaggio, testimoniando la sua vitale importanza strategica e commerciale.

Infine, una terza via, la Bollena, che autori antichi come Tolomeo, Strabone o Lucano descrivevano come collegamento tra Ruessium e Anderitum via Condates (Condres), per dirigersi poi verso Ad Silanum (vicino a Rodez) attraverso il Puech-Cremat in territorio ruteno, potrebbe in realtà essere solo la denominazione primitiva della via Agrippa.

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La via Bollène, nota anche con il suo nome latino via Bollena, era un'arteria principale che collegava Lione a Bordeaux. Creata intorno al 43 a.C. sotto la direzione di Agrippa (che sarebbe diventato genero di Augusto), giocò un ruolo trainante negli scambi commerciali e nella mobilità in tutta la Gallia. Attraversando gran parte del Massiccio Centrale, e in particolare il Forez (territorio dei Segusiavi), si affermò come una delle vie di comunicazione più fondamentali del mondo gallo-romano. Ancora oggi, preziosi resti punteggiano il suo tracciato, a garanzia della sua grandezza passata.

Numerose altre vie e grandi strade solcavano il territorio, in particolare per collegare Condres agli oppida del monte Milan, di Châteauneuf e di Grèzes. Tratti di "strada" — denominazione locale derivata dal patois, che discende logicamente dal latino strata — si ritrovano ancora nei dintorni di questi vari accampamenti fortificati.

Parallelamente, una rete di sentieri rurali, chiamati drailles o drayes, attraversava la regione. Seguivano generalmente gli itinerari di transumanza delle greggi di pecore che salivano a pascolare in montagna in estate, collegando allo stesso tempo diversi centri abitati. Una di queste drailles partiva da Langogne, passava per Le Mas-Neuf e Le Mazigon sotto Pratellae (Pradelles). Questi luoghi, segnati dal soggiorno delle legioni romane, hanno restituito numerosi reperti: monete, medaglie e armi. La draille si dirigeva poi verso Saint-Chaffre e il monte Anis. Nel corso dei secoli, divenne una via di comunicazione di primaria importanza, percorsa ogni anno da coorti di cavalieri, trovatori e pellegrini provenienti dalle regioni meridionali, che salivano a offrire solennemente "il Falco alla Vergine miracolosa di Le Puy-en-Velay".