Uscendo dal parco de L'Etoile attraverso il portone, svoltare a sinistra e attraversare l'Allier tramite la passerella, raggiungere la parte posteriore della chiesa e la via Régordane in comune con il GR®72, che sale fino al borgo di Thort situato sulla linea di separazione delle acque. Passare poi davanti al dolmen di Thort o Palet de Gargantua e abbandonare il sentiero GR® per salire verso destra fino alla Croce di Grabio. Prendere il sentiero a destra, poco prima della Croce, che scende fino a Masméjean. A 300 metri dal borgo, sul bordo dell'Allier dopo il piccolo ponte, c'è un luogo ideale per il picnic. Dopo Masméjean, il sentiero sale verso il Moure de la Gardille. In cima all'altopiano, svoltare a destra verso la valle dell'Allier e La Bastide-Puylaurent seguendo il sentiero di Stevenson (GR®70) e il GR®7 in comune. Scendendo, di fronte a voi una vista spettacolare sulle montagne ardéchoises e sull'abbazia Notre-Dame-des-Neiges in lontananza.

Il Thort e la linea di separazione delle acque

Escursione circolare via Thort e l'altopiano di Moure de la Gardille

Tracciato dell'itinerario di 16,3 km sulla mappa IGN Profilo altimetrico che illustra il dislivello dell'escursione

Scarica la traccia GPX (QR Code) Distanza : 16,3 km
Altitudine massima : 1328 m  |  Altitudine minima : 1014 m
Dislivello cumulato : 429 m
Mappe IGN : La Bastide-Puylaurent (2738E) / Largentière la Bastide-Puylaurent Vivarais Cévenol (2838OT).
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Mazon descrive vividamente i mulattieri delle Cévennes e il loro equipaggiamento, rivelando l'aspetto pittoresco e colorato del loro abbigliamento e dei loro equipaggi. Questi montanari, spesso chiamati padgels, indossavano un berretto di lana rossa sormontato da un grande cappello di feltro a tesa larga che poteva essere regolato a seconda delle condizioni meteorologiche. Il loro abbigliamento si distingueva per i colori vivaci: giacca ampia in cadis bianco, pantaloni corti in cadis verde, ghette bianche decorate con giarrettiere rosse, cintura di lana scarlatta e cravatta rossa. Portavano anche orecchini d'oro, decorati con un ferro da mulo, a ricordare la loro professione. I mulattieri formavano imponenti convogli, o coubles, dove ogni mulo, riccamente bardato, trasportava pesanti otri di vino. Gli animali portavano sul capo placche di rame – o phalères – decorate con pompon rossi e un alto pennacchio di lana. Durante le sfilate sotto il sole, questi ornamenti producevano riflessi scintillanti, aggiungendo carattere spettacolare all'insieme. I mulattieri provenivano da villaggi delle Cévennes come La Bastide-Puylaurent, La Garde-Guérin, Villefort e Saint-Laurent-les-Bains, incarnando nel loro abbigliamento e nel loro ruolo lo spirito della montagna.

La via Régordane, di origine celtica, collega da tempo La Bastide, Villefort e Langogne. Utilizzata fin dall'antichità, consentiva la comunicazione tra Nîmes e Clermont e acquisì importanza economica e strategica con la conquista romana nel II secolo a.C. Questo percorso facilitava il commercio, consentendo ai mulattieri di trasportare prodotti come il vino del sud e i formaggi del Massiccio Centrale. Anche i Fenici lo usavano per recarsi in Gran Bretagna alla ricerca di stagno. Da un punto di vista strategico, la Régordane correva lungo il confine orientale della regione dei Gabali ed era sorvegliata dal Camp de César, vicino a Langogne. Ha svolto un ruolo importante anche durante i conflitti tra i Franchi, i Burgundi e i Visigoti di Spagna nel VI secolo. Col passare del tempo, questo percorso divenne un asse principale, integrato nella Strada Reale 106, poi ribattezzata Strada Imperiale, Strada Nazionale 106 e infine Strada Dipartimentale 106. A partire dal 1835, i lavori modificarono il percorso per addolcire alcuni passaggi difficili, in particolare tra Saint-Laurent-les-Bains e il passo adiacente, poi tra il passo e La Bastide, creando l'attuale tracciato della D4. Intorno al 1880-1885, una deviazione della strada nazionale 106 ha permesso di evitare la salita del Thort; questo tratto si unisce alla D4 al suo ingresso in Lozère. Più recentemente, il C.D. 906 è stato riadattato per seguire il percorso storico della Régordane a Thort, ricollegandosi così al suo tracciato ancestrale.

Il dolmen di Thort, conosciuto anche come Palet de Gargantua, è un megalite situato lungo la via Régordane, un'antica via che collegava il sud della Francia al Massiccio Centrale. Questo dolmen, emblematico della regione, è un'affascinante testimonianza della presenza umana e delle antiche pratiche culturali lungo questo percorso storico. Il dolmen di Thort è costituito da grandi pietre erette che compongono una camera funeraria, sormontata da un'imponente lastra che evoca un tavolo monumentale, cosa che gli è valsa il soprannome di Palet de Gargantua. Le leggende locali associano spesso questi megaliti a giganti e il personaggio mitico di Gargantua, reso popolare da Rabelais, viene spesso invocato per spiegare queste imponenti strutture. Qui la grande lastra viene interpretata come un disco di pietra lanciato da questo leggendario gigante. Il dolmen di Thort risale probabilmente al Neolitico, circa 5.000 anni fa, epoca in cui questi monumenti venivano spesso utilizzati come sepolture collettive. La sua posizione vicino alla via Régordane testimonia l'importanza di questo asse per gli scambi commerciali e culturali nel corso dei secoli. Questo antico cammino, che collegava Nîmes a Clermont, era già utilizzato dalle popolazioni neolitiche ben prima dell'occupazione romana, come testimoniano i resti archeologici. Il Palet de Gargantua è pienamente integrato nel patrimonio e nell'immaginario collettivo della Lozère. La leggenda che circonda questo dolmen ne ha rafforzato l'attrattiva, rendendolo un simbolo regionale e un sito molto apprezzato dai visitatori. Al crocevia tra storia e mito, il dolmen di Thort incarna la ricchezza delle tradizioni locali e la memoria di un'antica presenza umana. Facilmente accessibile agli escursionisti e agli appassionati del patrimonio megalitico, il dolmen di Thort costituisce uno dei punti di interesse dell'itinerario Régordane. Questo sito attira particolarmente coloro che si interessano all'archeologia, ai paesaggi naturali circostanti e alle leggende del Gévaudan, offrendo un collegamento tra passato e presente in un ambiente unico.