Prendete il treno dalla stazione di La Bastide - Saint-Laurent-les-Bains, situata a 300 metri da L'Étoile, in direzione di Langogne (Orari SNCF). Per il ritorno, seguite il GR®700, l'antica Via Regordana, per quasi tutto il percorso. Uscendo dalla stazione di Langogne, prendete la strada di fronte che sale leggermente fino al cimitero; sarete così sulla Via Regordana. Seguite le segnalazioni passando per il centro, il ponte sul Langouyrou, la salita verso Brugeyrolles, il torrente di Malacombe, Esfagoux, lo stagno dell'Auradou, Luc, Pranlac e Laveyrune. A Laveyrune, lasciate il GR®700 e la segnaletica per continuare dritto sulla D154. In cima, prendete il sentiero in diagonale a sinistra che conduce fino a Rogleton. Attraversate la D906, poi superate il ponte sull'Allier. Prendete il sentiero a sinistra che costeggia i binari. Dopo aver attraversato il torrente del Fraisse, passate sotto la ferrovia attraverso un tunnel, quindi girate a sinistra per raggiungere La Bastide-Puylaurent.

Stazione di Langogne sul GR700 Via Regordana

Escursione da Langogne lungo il GR®700

Tracciato dell'itinerario di 24 km sulla mappa IGN Profilo altimetrico che illustra il dislivello dell'escursione

Scarica la traccia GPX (Codice QR) Distanza: 24 km
Altitudine massima: 1 230 m  |  Altitudine minima: 909 m
Dislivello totale: 537 m
Mappe IGN: Langogne (2737E) / La Bastide-Puylaurent (2738E) / Largentière La Bastide-Puylaurent Vivarais Cévenol (2838OT).
🖨️ Stampa la scheda del percorso

Storia e patrimonio

L'antica Via Regordana (oggi GR®700) sarebbe il tratto cevenolo dell'antica strada da Parigi alla Bassa Linguadoca che attraversava il Massiccio Centrale passando per Clermont, Brioude, Le Puy-en-Velay, Pradelles, Lesperon, Luc, La Bastide-Puylaurent, Prévenchères, Villefort, Génolhac, Chamborigaud, Alès, Nîmes e Saint-Gilles. Questo nome di "Regordana" si applicava solo alla porzione tra Alès e Luc. Ha visto sfilare migliaia di transumanti, cortei di Fenici, Greci, Romani, guerrieri e pellegrini che partivano da Orléans per recarsi alla celebre abbazia di Saint-Gilles.

Vi transitavano mercanti da nord a sud per vendere tessuti e tele delle Fiandre, o da sud a nord per trasportare prodotti d'Oriente, spezie, stoffe preziose e, nel 1295, marinai genovesi arruolati dal re di Francia per invadere l'Inghilterra... "Regordana" era anche il nome di una famiglia che, nei secoli XII, XIII e XV, contò diversi membri giuristi a Montpellier e Alès. Questa via reale fu soppiantata dopo il XV secolo dalla strada rettilinea della valle del Rodano.

Il castello di Luc affonda le sue origini in un passato molto antico, eretto su un sito un tempo occupato dai Celti, ai margini della foresta di Mercoire, dove si nascondeva il misterioso massiccio del Tanargue. La sua costruzione si estese dal VI al X secolo, in un'epoca in cui il Gévaudan era una provincia indipendente, divisa in otto baronie. Era proprietà dei signori di Luc, alleati ai potenti baroni di Randon e, attraverso di loro, alla Casa di Joyeuse, una delle famiglie nobili più illustri di Francia.

I signori di Luc erano rinomati per il loro coraggio, la loro pietà e il loro senso della giustizia. Avevano il privilegio di battere moneta, imporre tasse, amministrare la giustizia e fare la guerra. Rispettati e temuti dai loro vassalli, erano anche generosi e protettivi verso i bisognosi, i malati e i pellegrini, che trovavano rifugio e assistenza nel loro castello.

Il massiccio del Tanargue, abitato fin dall'antichità, fu teatro di molteplici eventi storici. Luogo di passaggio strategico tra l'Île-de-France e la Bassa Linguadoca fin dal Medioevo, fu frequentato da varie carovane di mercanti, re, crociati e pellegrini diretti a Saint-Gilles, un importante santuario cristiano. Fu anche teatro di conflitti feudali, sollevazioni contadine e crociate contro gli Albigesi, nonché delle guerre di religione tra cattolici e protestanti. Il massiccio del Tanargue, da sempre avvolto nel mistero, era teatro di magie e leggende, popolato da creature fantastiche e infestato da spiriti e malefici. I suoi paesaggi, tra foreste, brughiere, rocce e vette, offrivano panorami mozzafiato.