Loubaresse in Ardèche

Loubaresse in Ardèche, porta del massiccio del Tanargue

Il villaggio di Loubaresse che domina la valle dal colle di MeyrandAi piedi del Tanargue

Piccolo e tipico villaggio dell'Alta Ardèche, Loubaresse si adagia maestosamente ai piedi del massiccio del Tanargue e si apre grandiosamente sulla vertiginosa valle di Valgorge. Addossato all'estremità del Tanargue, questo villaggio d'alta quota che culmina a 1.250 metri è il comune più piccolo dell'intero dipartimento dell'Ardèche. Le sue robuste case tradizionali, costruite con spesse pietre di granito e basalto e ricoperte da tetti in ardesia (lauzes), si stringono attorno alla chiesa comunale per proteggersi dai rigori dell'inverno.

Escursionisti e cercatori di funghi in arrivo a LoubaresseLa poetica etimologia del suo nome trarrebbe origine dai lupi (loups) che un tempo infestavano queste terre selvagge, o più probabilmente, dall'espressione occitana «laoubo recento» (l'alba recente). In effetti, il villaggio gode di un'esposizione ideale, rivolta a est, per catturare i primissimi raggi del sole nascente sull'altopiano.

L'eccezionale posizione geografica di Loubaresse, all'incrocio tra influenze mediterranee e il rigido clima montano, dà vita a una biodiversità di grande ricchezza. Il bosco dell'Ardèche ospita qui specie nobili: l'abete bianco e l'abete rosso, conifere sempreverdi che innalzano con fierezza i loro tronchi affusolati, regnano incontrastati sulle alture. Più in basso, il castagno, soprannominato "l'albero del pane" per aver sfamato generazioni di contadini dell'Ardèche, tappezza i pendii della valle. Queste immense distese boschive costituiscono un santuario protetto per la fauna locale: vi si incontrano di frequente cinghiali, caprioli, volpi, mentre nei cieli, maestosi rapaci come l'aquila reale e il grifone planano instancabilmente sopra le creste granitiche del Tanargue.

Fin dalle prime piogge autunnali, il sottobosco umido e ombreggiato di Loubaresse si trasforma in un vero e proprio eden per i micologi e gli amanti della gastronomia forestale. È qui che, a mezzogiorno, si fermano gli appassionati cercatori di funghi provenienti appositamente dalle città di Alès, Aubenas o Largentière. I boschi di faggi e conifere pullulano allora di carnosi porcini (cèpes), delicati finferli e cantarelli dorati (chanterelles). La raccolta, sebbene soggetta a regole rigorose per preservare l'equilibrio naturale dei miceli, rimane una tradizione viva e gioiosa che scandisce il ritmo del villaggio all'avvicinarsi dell'inverno.

Antica fattoria tradizionale in pietra a LoubaresseUn ricco patrimonio storico: dalla via romana alla transumanza

La storia di Loubaresse è profondamente radicata nel suo territorio. Un tempo attraversato da un'antica via romana lastricata che collegava il Vivarais alle Cévennes per gli scambi commerciali e militari, il comune conobbe un importante sviluppo nel Medioevo con l'edificazione del suo possente castello fortificato. Sede di un'influente signoria legata ai conti di Tolosa, questa roccaforte difendeva la valle dagli assalti inglesi durante la guerra dei Cent'anni. Oggi, il notevole campanile merlato della chiesa parrocchiale è per l'appunto costruito sugli ultimi resti di un'antica torre di guardia integrata nei bastioni del XIV secolo, eretta in origine dal signore di Borne.

Dal XVI al XIX secolo, Loubaresse visse la sua vera età dell'oro grazie alla pastorizia e alla grande transumanza. Il villaggio era popolato da robusti pastori e intrepidi mulattieri che guidavano immense greggi di pecore verso i pascoli estivi del Vercors o del Mézenc percorrendo antichi tratturi (drailles). Dall'ex abbazia cistercense di Les Chambons fino a Loubaresse, questi temprati montanari animavano i sentieri commerciali e forgiavano l'anima resiliente di questo territorio agricolo.

Panorama mozzafiato sulle montagne della valle di ValgorgeLa Valle di Valgorge e l'ispirazione letteraria

Dalla sommità degli antichi vulcani che circondano Loubaresse, si domina maestosamente la valle di Valgorge. L'origine di questo nome deriverebbe dal latino "vallis gurgulionis", che designa una valle nascente da una stretta gola attraverso cui si insinua il tumultuoso fiume Baume. Considerata la più pittoresca del Vivarais con le sue migliaia di picchi acuminati e guglie slanciate, la sua vegetazione offre al viandante una successione di paesaggi ora ridenti, ora profondamente selvaggi e malinconici.

Nascosto ai piedi dell'imponente parete sud del Tanargue, questo angolo di mondo profondamente isolato ha saputo logicamente attirare, affascinare e ispirare numerosi intellettuali e scrittori di fama. Fu nel castello di Chastanet che nacque il poeta Ovide de Valgorge. Più tardi, Albin Mazon (lo storico noto con lo pseudonimo di Dottor Francus) ne percorse ogni angolo a dorso di mulo.

Lo scrittore e poeta scozzese Kenneth White vi abitò per diversi anni per trarvi l'ispirazione tellurica delle sue celebri Lettere da Gourgounel. Infine, la filosofa Simone de Beauvoir racconta in Histoire de Drailles il memorabile soggiorno che vi trascorse nel 1935, tornandovi addirittura in bicicletta nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale insieme a Jean-Paul Sartre per trovarvi rifugio nella zona libera.

La natura selvaggia e minerale che avvolge il villaggio di LoubaresseIl regno di Taranis e il vulcanismo degli Ubas

Taranis era un temuto dio celtico: il dio del tuono e delle tempeste! La leggenda narra che abbia eletto la sua dimora sul massiccio del Tanargue, questa impressionante barriera rocciosa nel sud-ovest dell'Ardèche. Qui il clima è di rara intensità: la punta del Tanargue blocca di netto le masse d'aria calda e i venti carichi di nuvole provenienti dal Mediterraneo. Il villaggio riceve così precipitazioni colossali (fino a 2.100 mm in media all'anno). Nello spazio di poche ore di temporali delle Cévennes, l'acqua precipita lungo i ripidi pendii e fa ingrossare il fragore del fiume Baume, che nasce a Rochemisole sulle alture del villaggio. Da queste parti, infatti, si è soliti dire con ironia: quando la pioggia fa il tip-tap nella regione, è a Loubaresse che si sente più forte!

Questo caos geologico è anche il lascito di un'intensa attività tettonica passata. L'Ardèche racchiude qui il poco conosciuto "dominio degli Ubas", cinto dalle colline della montagna vulcanica di Prasoncoupe (la "coppa dei prati"). Per l'abbondanza delle sue antiche colate di lava basaltica, questo vulcano spento di Loubaresse rimane uno dei più impressionanti del Vivarais. È peraltro dalle viscere gorgoglianti di questo sistema geotermico che sgorgano ancora oggi le acque termali curative, le quali costituiscono la ricchezza del vicino villaggio di Saint-Laurent-les-Bains.

Mucche al pascolo nei verdi prati della Montagna ArdéchoiseParadiso dell'escursionismo e del ciclismo

Al calar della sera, quando la calma ritorna sulla piazza del paese, sono gli escursionisti e gli amanti degli sport all'aria aperta a prendere il testimone della vita locale. Loubaresse è un crocevia strategico imprescindibile per gli appassionati di percorsi a tappe, che stiano compiendo l'anello selvaggio del Tour del Tanargue, il vasto Tour della Montagna Ardéchoise, il mitico GR®4, o ancora la splendida variante del sentiero GRP Le Cévenol in arrivo da La Bastide-Puylaurent.

Il Cévenol rimane uno degli itinerari di immersione più belli della regione; la sua traversata completa richiede generalmente da 5 a 7 giorni di cammino intenso attraverso paesaggi grandiosi.

Se l'escursionismo a piedi ha sempre regnato sovrano, il ciclismo vive oggi una vera e propria rivoluzione nella regione. Il folgorante sviluppo delle biciclette a pedalata assistita (e-bike) ha democratizzato l'accesso alle spettacolari strade della Montagna Ardéchoise. D'ora in poi, i temibili dislivelli del colle di Meyrand e le strade sinuose a strapiombo su Valgorge sono alla portata del maggior numero di persone. I cicloturisti possono così lanciarsi nel magnifico circuito ad anello di 60 km passando per Loubaresse.